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Marco Remaschi: “sta scomparendo la sanità in Valle del Serchio, occorre intervenire subito”

Politica

“Come definireste voi la situazione di persone anziane costrette ad andare fino a Cisanello per farsi vaccinare? Io credo che questo sia semplicemente vergognoso: si devono spostare i vaccini, farli arrivare sui territori, anche su quelli più periferici, come la Valle del Serchio, non il contrario. Non è giusto che un cittadino della Valle del Serchio faccia così tanti chilometri per ricevere un vaccino: questa situazione non può reggere”.

Torna a parlare di sanità il sindaco di Coreglia Antelminelli, Marco Remaschi. E lo fa in seguito alla conferenza zonale dei sindaci, dove sono emerse in tutta la loro chiarezza criticità note da tempo.

“Noi della Valle ci troviamo ancora una volta a fare i conti con una serie di politiche peggiorative per la qualità della sanità sul nostro territorio – spiega -. I nostri cittadini devono fare più sacrifici e gradualmente sono costretti a spostarsi per chilometri e chilometri per ricevere cure importanti: il modello della sanità territoriale qui sta progressivamente scomparendo e questo non è accettabile. È una tendenza che va interrotta nell’immediato”. “Prendiamo altre due situazioni – aggiunge -. La prima, la cardiologia all’Ospedale di Castelnuovo di Garfagnana. Era una struttura separata da Lucca, disponeva di 8 cardiologi fino a pochi mesi fa che garantivano un presidio di prevenzione, cura e intervento nell’emergenza di vitale importanza per la Valle. Oggi, per una serie di motivi, sono rimasti tre medici, quindi non solo non si copre più il servizio a livello ambulatoriale, ma non siamo più in grado di garantire neanche la copertura ospedaliera in sicurezza, soprattutto per quanto riguarda le emergenze: ma dov’è la programmazione? L’azienda sanitaria cosa ha fatto in questi ultimi mesi, nessuno si è accorto di niente? È irriguardoso nei confronti dei cittadini della Valle”. “Veniamo poi alla seconda situazione – prosegue -. All’ospedale di Castelnuovo andrà in pensione il dottor Gino Soldati, direttore della struttura di Ecografia interventistica d’urgenza. Una figura strategica per la prevenzione e per le cure oncologiche, polmonari e addominali in Valle: grazie al suo lavoro sono state ridotte drasticamente le liste d’attesa, le persone hanno trovato in lui una figura competente e disponibile, che ha garantito assistenza e prontezza di intervento. Il dottor Soldati aveva chiesto di prolungare la permanenza, visto anche il periodo molto delicato e complesso per la sanità: in questo modo l’azienda avrebbe avuto anche il tempo necessario per affiancare a Soldati un medico più giovane, in grado poi di sostituirlo. La direzione aziendale gli ha risposto di no: si manda in pensione, non si sostituisce il medico e si chiude il servizio. E i cittadini che fanno? Dove vanno a farsi curare? Chi ha problemi oncologici cosa dovrà fare?”. “Ho portato alla luce due situazioni-limite che mi preoccupano, perché raccontano della volontà di smantellare la sanità in Valle del Serchio – conclude Remaschi -. Da sindaco di una piccola comunità voglio affrontare l’argomento, perché la politica, la Regione Toscana, il presidente Giani, l’assessore Bezzini e l’azienda sanitaria devono darci risposte. Ragioniamo di soluzioni: è forse il caso di tornare a parlare di ospedale unico, dove investire e concentrare medici, specialisti, macchinari? L’azienda, la Regione dovrebbero tornare a parlarne, coinvolgere le istituzioni locali e programmare le risposte. L’ospedale unico potrebbe essere un presidio centrale, capace di garantire prestazioni sanitarie, affiancato da un’organizzazione territoriale distribuita su tutta la Valle. Qualche anno fa è stata persa l’opportunità per realizzarlo, oggi forse merita tornare a parlarne con urgenza, prima che la Valle del Serchio resti senza medici, senza servizi, senza prestazioni sanitarie”.

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