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La Provincia di Lucca torna a occuparsi di ambiente

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La Provincia di Lucca, quarta in Toscana, amplia le sue competenze e torna a occuparsi di ambiente. L’ente di Palazzo Ducale, infatti, ha dato completa attuazione alla sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha restituito alle Province competenza per il rilascio delle autorizzazioni con procedura semplificata per la gestione dei rifiuti e per le sanzioni amministrative in materia ambientale.

«Quella alla quale diamo seguito – commenta il consigliere provinciale Andrea Bonfanti – è una sentenza la cui importanza va ben oltre l’ambito strettamente tecnico delle competenze trasferite. Il ruolo di autorità competente, infatti, attribuisce alla Provincia le somme che entreranno e impegna l’ente a utilizzarle per aumentare i controlli. In buona sostanza, l’ente recupera un ruolo che, unito a quello di ‘Casa dei Comuni’, dandogli titolo per divenire punto di riferimento per un lavoro integrato e sinergico, che veda interessi locali, sia pubblici che privati, comporsi in vista dell’obiettivo della tutela e valorizzazione dell’ambiente».

Bonfanti spiega come l’amministrazione provinciale abbia recentemente affrontato un processo di riorganizzazione nell’ambito del quale sia stata costituita una piccola Unità organizzativa dedicata alla materia, formata da un ingegnere, un geometra e un’unità di supporto amministrativo che, tra l’altro, hanno seguito corsi specifici per la gestione di questo ambito: «Questo ha consentito – conclude il sindaco di Pescaglia e consigliere provinciale – di superare la fase in cui abbiamo dovuto ricorrere al supporto degli Uffici regionali per far fronte alle richieste e, adesso, la Provincia di Lucca è la quarta in Toscana, dopo Firenze, Livorno e Grosseto, ad organizzarsi per gestire queste competenze in modo autonomo».

A rendere ancora più qualificato e importante il lavoro svolto dalla Provincia vi è il percorso che si è scelto di intraprendere per arrivare al regolamento: al fine di redigere un documento che fosse quanto più possibile rispondente alle esigenze del territorio, è stato effettuato un percorso partecipativo e rigoroso, che ha visto la partecipazione a delle specifiche riunioni anche delle imprese che si occupano di questa materia, delle associazioni di categoria e della CCIAA. Sulla base di tali contributi e dopo essersi confrontati le altre amministrazioni provinciali che già avevano intrapreso tale strada, è stata redatta una bozza di regolamento, trasmessa a tutti i soggetti interessati e, dopo ulteriori confronti, si è arrivati al testo definitivo, licenziato dal Consiglio provinciale, nell’ultima riunione di venerdì scorso.

Ma cosa cambia oggi, con questo nuovo assetto? L’ente, in sostanza, è in condizione di riprendere pienamente il proprio ruolo che comprende, in particolare, una funzione di stimolo e incentivo nell’aumento dei controlli su due temi fondamentali quali il rispetto delle norme vigenti da parte delle aziende che gestiscono rifiuti in regime di autorizzazione semplificata e il contrasto all’abbandono dei rifiuti. Per quanto concerne i controlli alle aziende che gestiscono i rifiuti, il Regolamento individua due strumenti di lavoro – il Piano annuale dei controlli e la Trasparenza -, attraverso i quali le aziende iscritte al Registro provinciale saranno guidate nell’adottare uno stile imprenditoriale attento alla tutela dell’ambiente. Sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, invece, sono state individuate alcune azioni, quali la stipula con gli enti locali interessati di convenzioni per l’incremento dei controlli sul territorio e la promozione dell’educazione ambientale; il monitoraggio del territorio, rendendo pubblici numeri, tipologia ed esisto dei controlli effettuati e l’installazione in quelli che sono stati individuati come luoghi critici della viabilità provinciale, di fototrappole e altri strumenti di monitoraggio e dissuasione dell’abbandono dell’abbandono dei rifiuti che sicuramente contribuiranno alla riduzione di tale fenomeno.

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