LUCCA – Tre anni di allontanamento da Pietrasanta: è il provvedimento notificato a Guido Viero, attivista che lo scorso 11 agosto, durante un incontro alla Versiliana con Matteo Salvini, aveva gridato lo slogan “Palestina libera, governo complice”.
La decisione, arrivata dalla questura di Lucca, ha sollevato dure critiche. La confederazione Cobas e la federazione Pci Lucca-Versilia hanno espresso piena solidarietà a Viero, parlando di una misura “sproporzionata e repressiva” che trasforma una semplice manifestazione di dissenso in un “pericolo per l’ordine pubblico”.
Secondo i Cobas, il foglio di via sarebbe “una punizione politica mascherata da provvedimento amministrativo” e rappresenterebbe un esempio del clima repressivo che colpisce chi manifesta opinioni critiche sul governo. Anche il Pci sottolinea la gravità del provvedimento, ricordando che “la libertà di espressione è un principio costituzionale che non può essere limitato solo perché scomodo”.
Le due sigle chiedono il ritiro immediato della misura e rilanciano il dibattito sui diritti democratici e sul sostegno al popolo palestinese.
