PORCARI (LU) – Il Comune di Porcari torna a esprimere forti perplessità sul progetto di impianto per il trattamento dei pannolini usati che RetiAmbiente vuole realizzare a Salanetti. Il nodo centrale resta sempre lo stesso: dove finirà la cellulosa recuperata dal processo? Nessun contratto di vendita è stato ancora stipulato, neppure con le aziende del distretto cartario della Piana di Lucca, uno dei poli industriali più avanzati d’Europa.
“Se davvero questa cellulosa è riutilizzabile – si domanda l’amministrazione – perché nessuna impresa del territorio ha mostrato interesse? Nessuna lettera d’intenti, nessun accordo, nessun contratto d’acquisto, nemmeno con aziende fuori regione. Senza mercato, il materiale prodotto diventa rifiuto, e a pagare saranno i cittadini”.
Il Comune sottolinea anche che la tecnologia brevettata per l’impianto è recentissima: il brevetto è stato depositato solo nell’aprile 2025. “Su cosa si basa allora la sostenibilità del progetto?”, incalza l’amministrazione. “Non possiamo autorizzare un impianto su promesse vaghe e tecnologie non ancora testate su larga scala”.
In vista della prossima conferenza dei servizi del 14 luglio, Porcari ribadisce il proprio no al progetto, definendolo fragile sia sul piano tecnico che industriale: “Un impianto che produce materia prima priva di sbocchi sul mercato non può essere considerato economia circolare. È solo un altro modo di produrre rifiuti, con il rischio che finiscano in discarica o all’inceneritore, gravando sulle bollette dei cittadini”.
Per l’amministrazione, servono certezze reali: contratti, filiere definite e soluzioni sostenibili, non scommesse tecnologiche. “Meglio aspettare alternative concrete – conclude il Comune – piuttosto che investire in impianti dai contorni troppo incerti e potenzialmente dannosi per l’ambiente e il territorio”.
