PIAZZA AL SERCHIO (LU) – È stato confermato il primo caso di Peste suina africana (PSA) in Garfagnana. Il virus è stato individuato in una carcassa di cinghiale rinvenuta a Piazza al Serchio, in provincia di Lucca. Lo comunica l’Azienda USL Toscana nord ovest, che ha avviato l’attuazione delle misure di contenimento previste dalla normativa europea e nazionale.
In risposta al focolaio, sono già state predisposte le seguenti azioni:
- Biosicurezza rafforzata negli allevamenti suini
- Controllo della fauna selvatica, con abbattimento selettivo dei cinghiali
- Limitazioni all’attività venatoria nei territori soggetti a restrizione
- Creazione di barriere fisiche per ostacolare la diffusione del virus in ambiente naturale
L’intervento è coordinato dalla Regione Toscana, in sinergia con la Struttura commissariale del Ministero della Salute, il Servizio veterinario ASL, la Polizia Provinciale, l’ATC-MS13, le associazioni agricole e il mondo venatorio.
La Peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa e letale, che colpisce solo suini e cinghiali. Non è trasmissibile all’uomo, ma rappresenta una seria minaccia per l’allevamento suinicolo e l’economia agricola, tanto da essere classificata come malattia da eradicare immediatamente dall’UE.
Dal gennaio 2022, il virus è presente in Italia e, dal luglio 2024, anche in Toscana, con il primo focolaio segnalato nel comune di Zeri, in Lunigiana. Oggi, le zone di restrizione includono tutta la Lunigiana, Carrara e, da ora, anche la Garfagnana.
Le autorità sanitarie raccomandano massima attenzione e il rispetto delle misure di prevenzione, sia da parte degli allevatori che dei frequentatori di aree boschive.
